Coronavirus: lavoro "agile" e "smart working" per sconfiggerne la diffusione

Il Decreto Legge 23 febbraio 2020 e i decreti attuativi.




Limitare il più possibile ogni forma di interazione fisica e di socialità: sembra essere questa l’arma più efficace per contrastare la diffusione del Coronavirus. Zone rosse, zone gialle, quarantena ed isolamento, ma anche e soprattutto misure preventive per limitare, anche al lavoro, il diffondersi del COVID-1, tenuto conto del carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e dell'incremento dei casi anche sul territorio nazionale. Così, dopo una riunione del Comitato operativo nella sede del Dipartimento della Protezione Civile, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6 che introduce misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019..

Il decreto-legge

Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il decreto legge prevede che le aziende possano attivare il telelavoro in via automatica, fino al 15 marzo 2020, nelle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria, a ogni rapporto di lavoro subordinato, "nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, e anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti".

Lo smart working, come si legge sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è “una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività”. Sempre sul sito del Ministero si legge: “Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È, quindi, prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali”.


Smart Working

Il Decreto-legge prevede che lo smart working si possa attivare senza accordo scritto e l’informativa sulla sicurezza del lavoro possa essere assolta anche tramite una semplice email, utilizzando la documentazione resa disponibile sul sito dell’Inail. La disciplina semplificata si può utilizzare non solo nella cosiddetta zona rossa, ma anche in tutte le Regioni considerate a rischio. Qui le aziende potranno disporre lo svolgimento del lavoro agile per gestire l’emergenza anche senza dover sottoscrivere un accordo scritto con il dipendente.


Forte sviluppo

“Giro d’affari dai 3,4 miliardi di dollari del 2018 ai 24,4 miliardi del 2027”

Lavorare a distanza in modo “snello” diventa quindi meno costoso ma anche più sicuro. Motivo in più perché agli spostamenti fisici vengano in futuro preferiti, anche a emergenza virus terminata, quelli virtuali: è stimato in forte aumento il ricorso a riunioni, anche di vertice, in rete.

E parallelamente si registra già un forte incremento del business on-line: sia da parte di chi utilizza internet per condividere e scambiare informazioni, sia per tutte quelle realtà che offrono e propongono soluzioni informatiche e piattaforme per la condivisione a distanza dei flussi informativi.

Acronis, società specializzata nella protezione informatica con base in Svizzera e con 1.500 dipendenti in 18 Paesi, prevede un salto del giro d’affari dai 3,4 miliardi di dollari del 2018 ai 24,4 miliardi del 2027.

Questione sicurezza

Parallelamente, laddove i protocolli di comunicazione non fossero sufficientemente sicuri e protetti, potrebbero aumentare anche i rischi informatici: condividere a distanza, condividere da remoto sottintende infatti la possibilità di accedere dall’esterno ai dati proprietari e – se non opportunamente attrezzati - la loro possibile violazione. Secondo l’Allianz risk barometer 2020, questo rischio rappresenta il numero uno nella percezione delle imprese nel mondo.

Lavorare Smart diventa quindi un’opportunità, che deve però essere colta nel modo giusto.


Io lavoro Smart

Testiomnianza di un'accelerazione digitale all'epoca del CoronaVirus

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Stefano Poletti

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