L'indagine di ContentSquare sull'E-commerce

Restare a casa sembra essere l’unico modo per limitare e contenere la diffusione del coronavirus Covid-19. L'epidemia ha imposto le ben note limitazioni negli spostamenti, generando degli effetti importanti anche sugli approvvigionamenti e sugli acquisti, tanto nella vita privata quanto in azienda. Il commercio elettronico ha risentito fortemente di queste dinamiche.


ContentSquare ha analizzato 1,8 miliardi di sessioni utente e 50 milioni di transazioni su 1.400 siti Web globali per capire se e come il comportamento dei consumatori digitali è cambiato nelle ultime due settimane. In particolare si sono analizzati una pluralità di informazioni, andando a confrontare il tasso di conversione, il numero di transazioni, il numero di visite e la durata della sessione di due diverse settimane: quella iniziata il 16 febbraio (ante coronavirus) e la successiva (iniziata il 23 febbraio), ovvero quella che vedeva i primi casi di coronavirus nel Lodigiano.

Gli acquisti sui siti di viaggio sono diminuiti di un quinto (-20,8%); anche il tasso di conversione medio su tali siti ha subito un colpo (-8,5%). Per ovvi motivi i consumatori hanno trascorso meno tempo a navigare nei viaggi, con il 13,5% in meno di sessioni e il 14% in meno di ore trascorse sui siti legati ai viaggi. Cosa analoga è successa sui siti legati all’accoglienza e all’ospitalità: in questo caso le metriche sono diminuite su tutta la linea con un calo del 6,5% nelle visite al sito e un calo delle conversioni del 7,7%. Le transazioni sui siti di trasporto sono diminuite del 6,6% e anche il tasso di conversione medio è sceso leggermente dello 0,8%. Il commercio elettronico ha fatto invece registrare numeri in crescita nel comparto alimentare (+8%) L’indagine condotta da ContentSquare ha registrato un aumento delle conversioni su articoli per la casa e di generi alimentari e un aumento significativo del numero di ore trascorse a navigare tra i beni essenziali. Gli acquisti di generi alimentari online sono aumentati di un quinto (19,9%), mentre i consumatori hanno registrato un aumento del 25,7% delle ore in cerca di generi alimentari.

L’analisi evidenzia anche un forte incremento (+27%) di transazioni per i rivenditori di articoli sanitari: +10,3% di visite a siti che vendono prodotti sanitari, tra cui farmacie e rivenditori di alimenti naturali. Le visite sono state più brevi del 23%, ma il numero di transazioni è aumentato del 27,3%, aumentando il tasso di conversione medio del 15,4% e suggerendo che molti acquirenti stavano navigando pensando a elementi specifici.

Le vendite di attrezzature sportive sono diminuite di un terzo, mentre il tasso di conversione è salito del 7,3% nel settore della moda. Per i negozi specializzati in lingerie, l'aumento è stato ancora maggiore, con un sorprendente aumento del 35,1%.

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Stefano Poletti

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