Oggi aggiornamento ai docenti che faranno E-learning


Oggi ho tenuto un corso di aggiornamento on line in webinar ad un gruppo di docenti di un Centro di Formazione Professionale per condividere con loro modalità, esperienze e “buone prassi” dell’E-learning sincrono: un momento di formazione in cui ho mostrato ad alcuni docenti come utilizzare la piattaforma di Office 365, già in uso a scuola, per svolgere all’interno di un aula virtuale le lezioni che – prima del coronavirus – sarebbero state tenute in un’aula fisica.


In particolare abbiamo visto come Microsoft Teams, strumento della suite di Office 365, può prestarsi ad ospitare dei webinar. La scelta è stata quella di associare ad ogni classe un singolo Team, condiviso con l’intero gruppo classe. All’interno di quel Team, per ogni insegnante è stato attivato un singolo canale, “battezzato” con il nome della relativa materia: è lì dentro che ogni singolo docente pianifica delle riunioni calendarizzate, corrispondenti alle singole lezioni. In questo modo, per ogni sessione formativa programmata, agli studenti si genera in automatico un avviso di notifica con l’invito a partecipare: basta che lo studente clicchi sul link contenuto nell’email per essere proiettato in automatico in aula e poter così partecipare alla lezione.


Microsoft Teams permette di avere parallelamente anche una chat su cui è possibile scambiarsi battute o domande (e anche condividere file). Ogni corsista ha la possibilità (come il docente, ovviamente) di apparire in webcam, di far sentire la propria voce ed intervenire, ma anche di condividere con gli altri la propria schermata, sia per mostrare un file o una presentazione, piuttosto che per far vedere agli altri come sta operando sul proprio pc o all’interno di un’applicazione o di un applicativo.


L’intera sessione formativa può essere registrata, così da poter poi essere resa fruibile in podcast agli stessi corsisti (o a quelli assenti, che comunque condividono il Team) direttamente dentro il medesimo canale, ma anche accedendo ad un altro applicativo della suite di Office 365, ovvero Microsoft Stream.



Tutto ciò prevede e sottointende l’utilizzo degli strumenti di condivisione delle informazioni in cloud: questo è un salto mentale non indifferente, in quanto il docente deve abituarsi a sostituire il proprio desktop o la propria cartella personale su server con OneDrive, così come deve abituarsi a rinunciare ora alla cartella condivisa docenti per avere in cambio uno strumento ben più potente e “portabile”, quale ad esempio Sharepoint.



Il cambiamento non è banale. Non è difficile, ma non è nemmeno del tutto indolore. Più a livello mentale che in termini di strumentazioni tecnologiche. Il coronavirus (e con esso i rischi e le paure che questa terribile pandemia induce) ha funzionato da stimolo per molti docenti: anche gli insegnanti solitamente più refrattari all’utilizzo delle nuove tecnologie si sono rivelati attenti e pro-attiviti nello sperimentare il funzionamento e le modalità operative dell’e-learning, prevedendo anche ulteriori sessioni di prova e test aggiuntivi rispetto a quanto richiesto dalla scuola.

Come dire…. La necessità aguzza l’ingegno! 😊



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Testiomnianza di un'accelerazione digitale all'epoca del CoronaVirus

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Stefano Poletti

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